Come affrontare un colloquio di lavoro mettendo al centro le soft skills
Le competenze soft sono sempre più richieste nel mondo del lavoro ed essere in grado di valorizzarle nel corso di un colloquio può cambiare in modo significativo le nostre possibilità di successo. E no, preparare un elenco di competenze soft non è una soluzione. Una proposta su come affrontare un colloquio di lavoro e come rispondere alla domanda più importante che ci verrà posta.
Come affrontare un colloquio di lavoro: perché sono centrali le soft skills.
Una ricerca condotta dall’Università di Harvard, la Fondazione Carnegie e il Stanford Research Center ha concluso che l’85% del successo professionale deriva dall’aver sviluppato competenze soft e competenze relazionali. Solo il 15% del successo professionale deriva da competenze tecniche e conoscenze teoriche.
Sia chiaro: le competenze e le conoscenze tecniche e teoriche sono indispensabili. Così come è necessario aggiornare e ampliare le proprie competenze e conoscenze durante tutto l’arco della propria vita.
Quello che la ricerca evidenzia è che nell’arco della vita professionale sono proprio le competenze soft e le competenze relazionali che consentono di crescere personalmente, di cambiare ruolo e incarico, di evolvere professionalmente.
I selezionatori questo lo sanno bene e dedicano molta attenzione all’esplorazione delle competenze soft dei candidati, per qualsiasi posizione, a qualsiasi livello professionale.
Di cosa parliamo quando parliamo di soft skills
Quando parliamo di soft skills parliamo di competenze trasversali che per definizione sono legate al comportamento della persona, alla sua capacità di costruire relazioni, di lavorare armoniosamente in gruppo e individualmente con i colleghi a vari livelli, di gestire le situazioni, di organizzare il proprio lavoro e, quando necessario, quello degli altri.
Sono competenze trasversali perché non sono legate alle materie che abbiamo studiato o al tipo di professione che svolgiamo o al settore in cui operiamo.
Vi propongo un elenco delle soft skills che nella mia esperienza sono tra le più richieste nel mondo del lavoro:
· adattabilità e flessibilità
· gestione del tempo
· problem solving
· team work
· leadership
· orientamento al servizio
· comunicazione
· negoziazione
Quando, e in che modo, possiamo evidenziare quali sono le soft skills che possediamo
Possiamo raccontare quali sono le nostre competenze soft nei tre spazi che abbiamo a disposizione: il curriculum vitae, la lettera di presentazione e il colloquio.
A volte, soprattutto ai neolaureati, viene chiesto di utilizzare modelli di curriculum vitae, ad esempio quello europeo, che consentono di elencare le proprie competenze soft, ma che non consentono di raccontare efficacemente in quali contesti siano state maturate o in quali situazioni siano state esercitate.
In questi casi diventa ancora più importante il ruolo della presentazione scritta e, soprattutto, del colloquio di selezione.
Come affrontare un colloquio di lavoro? Con un racconto
Per chi ci ascolta è interessante capire chi siamo, quali sono i nostri punti di forza, quanto ne siamo consapevoli, dove abbiamo imparato quello che sappiamo e quello che sappiamo fare. Un elenco, quindi, non basta.
Un esempio. Se una persona neolaureata o neodipomata ha lavorato durante durante le vacanze estive come cameriere o come cameriera in un ristorante, può essere interessante annotare questa esperienza nel curriculum vitae e raccontarla a voce durante il colloquio.
Però, raccontare solo: "ad agosto ho lavorato come cameriere presso il tal ristorante" non è particolarmente di impatto, anche se è un'esperienza utile.
Molto più interessante per chi ci ascolta è capire in che modo quella esperienza ci è stata utile ad acquisire e a esercitare competenze soft.
Potremmo ad esempio raccontare: "grazie all’esperienza maturata nel mio lavoro come cameriere durante le vacanze estive, ho imparato a lavorare in velocità e con precisione, a gestire efficacemente le relazioni con i clienti, a collaborare in armonia con il gruppo dei miei colleghi".
In questo modo abbiamo raccontato quali sono le competenze soft che possediamo e di cui siamo consapevoli e in quale modo le abbiamo acquisite ed esercitate.
Qual è la domanda più importante a cui dovremo rispondere durante un colloquio di lavoro
Mentre è relativamente più facile rispondere a domande precise sui nostri studi o sulle nostre esperienze professionali, è molto più difficile rispondere alla domanda: “mi può raccontare qualcosa di lei?”
La risposta a questa domanda non si può improvvisare.
Avremo a disposizione un minuto per raccontare chi siamo. Un minuto è il nostro riferimento per preparare la nostra risposta. Dopo un minuto che parliamo di noi potremmo essere interrotti con un'altra domanda oppure l'attenzione del nostro interlocutore potrebbe diminuire.
Mi è capitato spesso di ascoltare persone di ogni età che avevano sostenuto un colloquio di lavoro molto dispiaciute di non aver avuto il tempo per raccontarsi al meglio oppure di non aver pensato lì per lì a nominare proprio quella esperienza o quella competenza soft che avrebbe potuto fare la differenza in quel contesto aziendale.
Si erano preparati a rispondere a domande sul proprio curriculum professionale, ma non si erano preparati in modo specifico a rispondere alla domanda: “mi può raccontare qualcosa di lei?”
Una buona risposta a questa domanda può dare valore a tutto il colloquio, e fare la differenza.
Esistono video e risorse in rete che possono aiutarci a preparaci al meglio. Se stai valutando eventuali corsi per affrontare un colloquio di lavoro potrebbe esserti utile sapere che è possibile anche rivolgersi a un business coach con esperienza proprio nel career coaching.
Riepiloghiamo: come affrontare un colloquio di lavoro mettendo al centro le soft skills
Curriculum vitae e lettera di presentazione scritta devono includere le competenze soft che possediamo perché sono strategiche per trovare o cambiare lavoro in qualunque fase della nostra vita professionale.
Durante il colloquio abbiamo un’opportunità eccezionale per presentarci valorizzando chi siamo, qual è il contributo che portiamo, quali sono i risultati che abbiamo raggiunto e quali sono i nostri obiettivi.
Per poterlo fare possiamo e dobbiamo prepararci. Sarebbe un peccato non poter rispondere al meglio alla domanda “mi può raccontare qualcosa di lei?” solo perché non abbiamo dedicato tempo e attenzione a preparare la nostra migliore risposta.
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Sono Paola Cutaia, Professional Certified Coach accreditata dalla International Coach Federation.
Credo fortemente che le organizzazioni di successo siano quelle in grado di generare nuove idee e produrre grandi innovazioni e che possano farlo solo sviluppando pienamente il potenziale delle loro risorse più preziose: le persone.
Per più di vent'anni ho lavorato come dirigente e CEO di organizzazioni non profit, profit e governative. Mi sono occupata di consulenza industriale, sono stata National Director di Amnesty International Italia e capo della segreteria del Ministro per la cooperazione internazionale.
Oggi collaboro con Università e Business School, oltre che con società di consulenza italiane e internazionali.
Studio, sperimento e insegno nuove strategie e tecniche per portare innovazione nelle organizzazioni coniugando inclusione e performance.